Dummy and Human

JAZZCOM feat. Flavio Boltro - “Dummy and Human”

1. Guajira - (F. Longas - arr. by C. Abbate)
2. Don't ask me why - (C. Abbate)
3. Aeolian Canon - (C. Abbate)
4. I love Art (On the main street - I) - (D. Pala)
5. That's my job - (C. Bernardinello)
6. Vitti 'na crozza - (traditional - arr. by C. Abbate)
7. Dummy and Human - (C. Abbate)
8. Step back (On the main street - II) - (C. Abbate)
9. Players and Games (C. Abbate)

Flavio Boltro, trumpet (2-4-8) - Danilo Pala, alto sax - Gigi Di Gregorio, tenor & soprano sax - Corrado Abbate, piano - Fabio De March, electric bass - Carlo Bernardinello, drums - Recorded & mixed by Pippo Monaro at "Blumusica Studios", Torino (Italy) - feb/mar 2011 - Mastered by Mauro Andreolli at “das Ende der Dinge”, Trento (Italy) - Produced by Gabriele Rampino - Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali - Lecce (Italy) - 2011

Secondo lavoro discografico di Jazzcom, registrato nel 2011 con la partecipazione del trombettista Flavio Boltro. L'album comprende sette composizioni originali e due rivisitazioni (un tema di musica spagnola del primo Novecento - Guajira - e una nota canzone popolare siciliana - Vitti 'na crozza). Le esperienze musicali di vario tipo maturate dai singoli componenti (tutti jazzisti di "lungo corso") affiorano con naturalezza nella ricca espressività di questa affiatata formazione piemontese. Le solide radici "hard-bop" si manifestano senza compromessi nei due brani "fast" (I love Art e Step back), impreziositi dagli interventi solistici di Boltro. Negli altri brani si passa con disinvoltura dall'esplorazione "modale" di Aeolian Canon (un 5/4 di sapore jazz-rock) al "latin-jazz" di Dummy and Human, alle atmosfere "fusion" di That's my job e Don't ask me why (con Boltro che gioca sapientemente con il "delay"), per finire con le suggestioni "tyneriane" di Players and Games. Un jazz italiano di qualità, eclettico, raffinato, ma anche accessibile ad un pubblico di "non-addetti" ai lavori.

Flavio Boltro - Trombettista, diplomato al Conservatorio di Torino, nel 1986 è chiamato dal saxofonista Maurizio Giammarco a far parte del quintetto "Lingomania", con Umberto Fiorentino (chit), Furio Di Castri (cb) e Roberto Gatto (dr). Questo gruppo si aggiudica per due volte consecutive il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo dell'Anno. Parallelamente collabora con musicisti del calibro di Steve Grossman, Cedar Walton, Billy Higgins, David Williams, Clifford Jordan, Jimmy Cobb, Antonio Faraò, Mario Rusca, Paolino Dallaporta. Ha occasione di esibirsi anche con Freddie Hubbard a Umbria Jazz. In seguito Flavio costituisce un trio con Di Castri e Manhu Roche (dr). Il gruppo, con l'aggiunta di Joe Lovano, è protagonista di una memorabile tournée in Italia. Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, coinvolge Flavio Boltro ed il sassofonista Stefano Di Battista. Un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’ONJ, Flavio è nel sestetto di Michel Petrucciani. Nel 1997 costituisce un formidabile quintetto con Di Battista, Eric Legnini (piano), Rosario Bonaccorso (cb) e Benjamin Henocq (dr). Recentemente collabora, fra gli altri, con i pianisti Danilo Rea e Giovanni Mazzarino, i saxofonisti Rosario Giuliani, Pietro Tonolo e Michel Portal e con il trombettista concittadino Fabrizio Bosso. Insieme a Rea, Bonaccorso e Gatto, fa parte del gruppo del cantautore Gino Paoli.

Guajira
Don't ask me why
Aeolian Canon
I love Art
Vitti 'na crozza

Collegamenti:
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