Un'ombra in cammino

Multiverse Jazz Quartet - “Un’ombra in cammino”

1. Come vinti dal sonno (Cresto-Dina)
2. Niente per caso (Abbate)
3. This is for Jerry (Di Gregorio)
4. Noi tre (Di Gregorio)
5. Nemesi (Abbate)
6. Tango a tre (Puxeddu)
7. Un’ombra in cammino (Cresto-Dina)
8. Piccolo campo (Cresto-Dina)

Gigi Di Gregorio, tenor & soprano sax - Corrado Abbate, piano - Piero Cresto-Dina, double bass - Marco Puxeddu, drums -  Recorded, mixed and mastered by Davide Calvi at Sounds Good Studio – Borgosesia (VC) - Italy, mai 2008 - Produced by Paolo Piangiarelli - Philology, 2008

 

Da quali fattori dipende la riuscita di un progetto musicale ? Si è soliti sottolineare l’importanza di un’affinità di fondo tra le voci che vi prendono parte, l’esigenza di una relativa intesa circa i risultati che si intendono conseguire, la congenialità dei materiali alla sensibilità dei diversi esecutori. A giudicare tuttavia da questo primo CD del “Multiverse Jazz Quartet”, sembra che l’ovvia accettazione di questi presupposti non comporti necessariamente l’omologazione degli stili e degli idiomi che appartengono ai singoli musicisti e compongono il mosaico delle loro storie individuali. Tutti i componenti di questo quartetto esprimono anche in qualità di autori dei brani il paesaggio sonoro entro il quale hanno tracciato i loro itinerari musicali, un paesaggio fatto di ascolti quotidiani, di conoscenze, di predilezioni sedimentate nel tempo. Il jazz, lo sappiamo, è musica che vive della trasmissione diretta, dell’attenzione che i musicisti rivolgono al lavoro di altri musicisti, della possibilità di trarre profitto dall’ascolto, un’esperienza che nell’epoca della riproducibilità fonografica si è arricchita di enormi potenzialità. I brani raccolti in questo album rivelano infatti distinte fonti di ispirazione, evidenti se si considera da un lato l’intenzione neomodale delle composizioni di Corrado Abbate, improntate ai grandi modelli degli anni Sessanta – dal quartetto di Coltrane ai primi lavori di Chick Corea -, dall’altro i riferimenti neo-bop che innervano la musica di Gigi Di Gregorio, dove si colgono abbastanza distintamente echi di esperienze più recenti maturate sulla scena statunitense, da un altro ancora l’influenza di una tradizione jazzistica più “europea” nei brani di Piero Cresto-Dina e Marco Puxeddu, costruiti rispettivamente sulla centralità dello svolgimento melodico nel primo caso e sull’approfondimento di intuizioni motiviche ritmicamente caratterizzate nel secondo. Queste diverse radici hanno però il loro punto di convergenza nella comune ricerca di una dimensione di spontaneità improvvisativa. Tutti i brani vengono condotti, soprattutto nel corso degli assoli, a quel livello di tensione senza il quale non vi sarebbe propriamente nulla di specifico nella forma jazzistica in quanto tale. Ed è la condivisione di questo spazio – dove il successo non è mai garantito a priori e richiede in ogni caso l’esposizione di ciascuno – a rendere possibile ciò che, in mancanza di espressioni più adeguate, vorremmo definire “comunicazione musicale”.

Paolo Piangiarelli

Niente per caso
Come vinti dal sonno

Collegamenti:
Dummy and Human
Un'ombra in cammino
Stultifera Navis
Speed Jazz
Brecce
Modalalamode Compilation